“Dovrei sculacciare mio figlio?”

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L'uso delle sculacciate e della violenza contro i bambini è un metodo che in moltissimi stati (52 attualmente) è stato vietato, al pari della violenza contro le donne. Usare un vezzeggiativo come “buffetto, pacca, scappellotto” è un'usanza molto comune che però non rende meno forte, meno violento o meno dannoso il gesto che viene compiuto sul corpo di un altro (un altro per di più indifeso).

Uno studio condotto dall'Università del Texas e pubblicato sul “Journal of Family Psychology” analizza circa cinquant'anni di ricerche, per un totale di circa 160.000 bambini coinvolti, dichiara esplicitamente: la sculacciata è associata a conseguenze dannose (non-intenzionali). Gershoff e Grogan-Kaylor, autori di questa massiccia meta-analisi, affermano inoltre che dalla loro analisi non è stata riscontrato alcun collegamento fra l'uso delle sculacciate e una maggiore obbedienza o disciplina nei bambini: “esattamente ciò che si aspettano i genitori quando usano lo sculaccione come metodo educativo”. Anzi, aumenta incredibilmente la probabilità di conseguenze indesiderate, esattamente ciò che i genitori vorrebbero evitare: i bambini sculacciati mostrano con più probabilità comportamenti anti-sociali e problemi di salute mentale in generale. Inoltre è stato osservato come quei bambini, una volta cresciuti, fossero più propensi ad usare questo tipo di metodo nei confronti dei loro stessi figli: una ripetizione di uno schema difficile da spezzare.

Tutti abbiamo in mente quell'azione impulsiva che a volte può travolgerci e ci porta quasi senza volontà a colpire il corpo dei nostri bambini. Anche senza usare forza, ma con l'intenzione di bloccare i bambini, incutere paura, educare e insegnare. Ogni colpo sul corpo di un bambino incute timore, paura profonda (e reale!), senso di inadeguatezza, disperazione. Oltre ad avere conseguenze per il suo sviluppo emotivo e mentale, per molti anni a venire.
“Ogni tanto ci vuole”, “sul pannolino non sentono nulla”, “io ho preso schiaffi e sono cresciuto bene”, i famosi luoghi comuni che girano attorno a questo metodo servono soltanto a difendere noi stessi, i bambini che siamo stati, il nostro bisogno di scaricare una forte tensione o emozione. Educare con la paura o l'intimidazione esclude in automatico il rispetto e la collaborazione, mette in dubbio l'amore, spezza la relazione. Una relazione d'amore non contiene mai in sé alcun tipo di violenza.


Riferimenti:

Elizabeth T. Gershoff, Andrew Grogan-Kaylor. Spanking and Child Outcomes: Old Controversies and New Meta-Analyses.. Journal of Family Psychology, 2016;

Streit, C., Carlo, G., Ispa, J. M., & Palermo, F. (2017, March 30). Negative Emotionality and Disciplineas Long-Term Predictors of Behavioral Outcomes in African American and European AmericanChildren. Developmental Psychology.




Testo elaborato dalla Dott.ssa Valeria Falovo