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Il bisogno di contatto è primario per i mammiferi.
Lo scoprono negli anni '50 i coniugi Harlow, psicologi, studiando gli effetti della separazione dalla madre su dei cuccioli di macaco. Questo esperimento apre la strada a numerose riflessioni e dibattiti: perché un cucciolo sta attaccato alla sua mamma?
Ciò che ne consegue apre la strada ad un rovesciamento di prospettiva, alla scoperta e alla valorizzazione dei bisogni naturali del cucciolo d'uomo, riletti e compresi come spinte innate e perciò non modificabili. Innate perché la natura (con i processi di selezione naturale) ha fatto in modo di fornire “di default” a tutti i cuccioli della specie alcuni programmi che garantissero la loro sopravvivenza, in primis quello di costruire una relazione con le figure di riferimento. Se stai vicino al tuo adulto avrai garantita la sopravvivenza.
Ecco dunque il riflesso del grasping (aggrappamento), presente nei primati e anche nell'uomo: quella manina che si stringe attorno al dito di mamma e papà è la prova che un neonato di poche ore sa già cosa fare. Tenersi stretto ad un adulto.
Stare in braccio? Regala un senso di sicurezza (se non posso camminare o correre, ho bisogno che sia tu a portarmi).
Dormire vicini? Dalla notte dei tempi i cuccioli dormono attaccati alla mamma e/o al papà: il nostro cervello funziona ancora come ai tempi delle caverne, nessun neonato può comprendere che mamma “è solo di là in salotto” oppure che la notte non è così minacciosa perché viviamo in case sicure e modernamente protette. Per i cervelli dei nostri neonati siamo ancora nelle caverne dove nessun adulto lascerebbe solo un piccolo, pericolosamente esposto ai predatori notturni, in condizioni di scarsa visibilità e di bassa attivazione (la notte si dorme, si è meno reattivi e orientati).
Allattare a richiesta? Oltre ad essere salutare e ad essere necessario per un allattamento ben avviato (la produzione di latte si assesta in base alla richiesta, ossia in base a quanto il seno viene stimolato), l'allattamento al seno assicura anche questo bisogno di vicinanza: se richiedo il seno ogni venti minuti mi assicuro la presenza costante della mia mamma (e quindi mi garantisco la sopravvivenza).

Dormire insieme, allattare, portare in braccio (con il baby-wearing oggi si hanno a disposizione mille soluzioni e un mondo di colori da esplorare e accarezzare) sono tutte risposte sane a richieste naturali del cucciolo mammifero, compreso il cucciolo umano. Più assecondiamo queste richieste, più facilmente soddisfiamo il loro bisogno di sicurezza ma soprattutto costruiamo nel frattempo una relazione da loro percepita come sicura e affidabile: se ho bisogno, mamma e papà ci sono per me. Sminuire questi bisogni perché (effettivamente) “non viviamo più nelle caverne” non sarà d'aiuto per i piccoli che non possono comprendere qualcosa di così complesso. Percepiranno soltanto rifiuto, senso di pericolo e di solitudine.

Accogliete questi bisogni senza paura, godete della vicinanza dei vostri cuccioli che crescono rapidamente, osservate voi stessi e ascoltate le vostre emozioni mentre li avete addosso che dormono o mentre passeggiate con loro in spalla, concedetevi soltanto un minuto (60 secondi) per concentrarvi sulle vostre sensazioni: avete mai sentito nulla di così potente?


Testo elaborato dalla Dott.ssa Valeria Falovo